Quando si parla di privacy, Proton salta fuori sempre: email crittografata, VPN gratuita, password manager. Ma conviene entrare nell'ecosistema intero o prendere i pezzi singoli? Questa guida è la risposta; una valutazione critica, non un endorsement. (Piani verificati a ottobre 2026 su proton.me/pricing.)
Cos'è Proton e la sua storia
Fondata nel 2014 a Ginevra da Andy Yen, Wei Sun, Jason Stockman e altri scienziati della comunità del CERN, Proton è oggi un'azienda con oltre dieci prodotti, dall'email al wallet. Il modello è la differenza rispetto ai servizi gratuiti a cui siamo abituati: privacy come prodotto, non come promessa. Open source, audit indipendenti, e piani paganti al posto della pubblicità: sei tu il cliente, non la merce. È questo che rende i suoi free tier genuini e vale la pena capirli.
Piano free
| Servizio | Cosa include | Dove eccelle |
|---|---|---|
| 1 GB, 1 indirizzo, 150 msg/giorno | Crittografia zero-access | |
| Pass | Login illimitati, dispositivi illimitati, passkey | Tra i free tier più generosi del mercato |
| VPN | 1 connessione, ~10 paesi, nessun limite di dati | Kill switch e protezione DNS leak completi |
Proton Mail
La crittografia è zero-access: nemmeno Proton stesso può leggere i contenuti (privacy by design). Le mail tra utenti Proton sono cifrate automaticamente; verso esterni, serve una password o un estratto. I limiti del piano free sono reali: 1 GB di spazio, un solo utente, e funzioni come Sentinel e il monitoraggio dark web riservate ai piani a pagamento (Mail Plus parte da €3,99/mese). L'integrazione con SimpleLogin, che Proton ha acquistato nel 2022, è il punto di forza: alias email direttamente in Mail e Pass, 10 gratis, illimitati col paid.
Proton Pass
Password manager open source, crittografia end-to-end, e un piano free che pochi competitor eguaglia: login e dispositivi illimitati, passkey su tutte le piattaforme. In più, sono inclusi gli alias e il dark web monitoring nello stesso posto così che le credenziali e i campanelli d'allarme sono raggruppati in un solo strumento.
Proton VPN
Policy no-log indipendentemente auditata, e l'unico free tier senza pubblicità né limiti di dati. Il free resta free: 1 dispositivo, ~10 paesi, velocità media; ma kill switch e prevenzione del leak DNS completi. Il paid aggiunge Secure Core (il tuo IP "rimbalza" due volte via Svizzera/Islanda/Svezia, mitigando la compromissione di un singolo server) e NetShield (un ad-blocker di Proton che protegge il tuo dispositivo bloccando pubblicità, tracker e malware).
Onestà sui limiti: giurisdizione e il caso del 2021
Qui la guida si distingue dalla copertina. Nel settembre 2021 Proton riceve un ordine vincolante del Dipartimento Federale di Giustizia svizzero e consegna l'IP di un attivista francese, su richiesta delle autorità di Parigi. Ordine senza possibilità di appello; dopo questo episodio Proton rimosse poi le claim "non logghiamo IP" dal sito.
La lezione: crittografia ≠ anonimato. La giurisdizione svizzera protegge i contenuti (cifrati, illeggibili anche per Proton) e l'articolo 271 del Codice Penale vieta consegne dirette ad autorità straniere: tutto passa da Berna. Nell'ottobre 2021 la Corte Suprema svizzera rafforzò la tutela, stabilendo che i servizi email non sono telecom. Ma gli ordini svizzeri validi restano vincolanti.
Conviene la suite?
Ha senso per chi vuole email, VPN e password manager sotto un'unica fattura e un'unica giurisdizione: Unlimited costa €9,99/mese. Chi cerca il meglio deve spesso cercare altrove: Tuta per l'email, Bitwarden per le password, Mullvad per la VPN. Singolarmente forti, insieme però sono tre rapporti con tre aziende e tre giurisdizioni diverse.
Il consiglio pragmatico: parti dal free e paga solo quando superi i limiti. Mai comprare la suite "perché sì".